La Misteriosa Ma Meravigliosa Grazia Di Dio

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Di Rev. Michael H. Brown [1]

La grazia di Dio è sia misteriosa che meravigliosa. Il termine è una parola molto comune nell’ambito spirituale. In effetti, è così comune che troppi la usano senza comprenderne appieno il suo significato e le sue implicazioni. Durante un’intervista sul suo libro “Che meraviglia di grazia”, all’autore cristiano Philip Yancey è stato chiesto di definire la grazia. Ha risposto: “Non ci provo nemmeno. Gesù parlava molto della grazia, ma principalmente attraverso storie… Molti cristiani comprendono la grazia solo a livello teologico e astratto, ma non l’hanno fatta penetrare davvero nell’anima.”[2] In questo articolo esamineremo sei aspetti della grazia di Dio in modo da eliminare qualsiasi mistero e vedere quanto sia davvero meravigliosa!

  1. La grazia di Dio implica molto più di un semplice favore immeritato. 

La definizione più elementare di grazia è che si tratta di un favore immeritato o non guadagnato. Ciò distingue la grazia dalla misericordia, che è l’atto di Dio di non imputarci la punizione che meritiamo. Romani 11:6 mostra che la grazia e le opere si escludono a vicenda, affermando che se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia. Il termine “grazia” appare almeno 131 volte nelle Scritture[3] ed è quindi menzionata più spesso di parole come “perdonare” e “perdono”, “tabernacolo”, “Salvatore”, “inferno”, “Satana”, “diavolo”, e così via. Nel Tanakh, la parola ebraica per “grazia” è normalmente חֵן) chen), che significa “cortesia, ovvero (bontà, gentilezza) soggettiva o (bellezza) oggettiva: favore, grazia, gentilezza, piacevole, prezioso, preferito.”[4] Nel Brit Chadashah, la parola greca è χάρις (charis), e una delle parole greche per “dono” (χάρισμα) è collegata ad esso. Da questa parola si ottengono le parole inglesi che si traducono con “carisma”e “carismatico”. Quindi, la grazia è un favore, un dono dato ad altri. Il libro precedentemente citato di Philip Yancey ha spinto un lettore a scrivere una lettera all’autore nel quale trascrisse erroneamente il titolo, scrivendo Cosa c’è di così fastidioso nella grazia? Nonostante in questo caso si trattava ovviamente un errore di battitura, a volte la grazia di Dio è davvero fastidiosa per le persone. A volte le persone non sono d’accordo con Dio quando mostra un favore immeritato verso alcuni, specialmente se hanno peccato. Sono tentati di giudicare anziché mostrare loro grazia. Un buon esempio di questo atteggiamento è la storia del figliol prodigo. Il padre mostrò non solo misericordia, ma anche grazia al figlio minore quando tornò a casa. Il fratello maggiore invece reagì con rabbia alla grazia che il padre stava mostrando verso il fratello. E ancora una volta, la grazia di Dio implica molto più di un semplice favore immeritato. Come si vedrà in questo articolo, Dio non fa grazia senza un motivo, ma la fa per uno scopo. La Sua grazia è un favore immeritato che Lui ci dà per realizzare qualcosa nella nostra vita (es. Ef. 2:8-9) o per consentirci e darci la capacità di fare la Sua volontà in qualche modo (es. I Co. 3:10; II Co. 12:7-9). Questo può essere visto sostituendo la parola “grazia” con “favore immeritato” in versetti come II Corinzi 12:9, II Pietro 3:18 ed Ebrei 4:16. L’espressione ha ancora più senso quando aggiungiamo “favore immeritato che ci permette o ci dà la capacità o ci aiuta (a fare qualcosa che Dio vuole, in base al contesto)”. La grazia è l’immeritata potenza di Dio all’opera dentro e attraverso di noi per realizzare i Suoi scopi e, poiché è qualcosa che fa Dio, è un Suo dono, noi non possiamo prendercene il merito.

2. Oggi riceviamo la grazia di Dio solo per e dopo la salvezza, attraverso Yeshua il Messia. 

Tutte e tre le persone della trinità di Dio sono coinvolte nella grazia. Dio Padre è la fonte della grazia (I Pt. 5:10). Lo Spirito Santo è lo Spirito di grazia (Zc. 12:10; Eb. 10:29). Yeshua era (ed è tuttora) pieno di grazia e verità (Gv. 1:14). I credenti ricevono grazia attraverso la loro relazione con Yeshua, come sottolinea Paolo in I Corinzi 1:4: ringrazio sempre il mio Dio per voi, per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù (cfr Ef. 1:6, 2:7; I Ti. 1:14). La seguente storia illustra la relazione tra il Figlio, la grazia e il Padre: 

Durante la guerra civile un soldato, presumibilmente dell’Unione, era alla disperata ricerca del presidente Abraham Lincoln. I suoi due fratelli erano stati uccisi in battaglia, e successivamente scoprì che i suoi genitori erano mortalmente malati. Il suo comandante però non lo lasciava andare a casa. Perciò il soldato andò a Washington e cercò di vedere il presidente per fare appello, ma il personale e le guardie della Casa Bianca non glielo permisero. Scoraggiato, andò in un parco vicino e pianse. Un ragazzo che stava giocando nelle vicinanze lo notò e gli chiese cosa non andava. Disse: “Devo vedere il presidente Lincoln, ma non me lo permettono”. Il ragazzo disse: “Posso portarti io dal presidente. Vieni con me”. Il soldato, piuttosto perplesso, prese la mano del ragazzo e si incamminò con lui. Arrivarono ad un’entrata posteriore del parco della Casa Bianca e le guardie consentirono loro di entrare. Quindi risalirono un sentiero ed entrarono attraverso una porta sul retro dell’edificio. Alla fine, dopo aver camminato lungo una sala, arrivarono all’ufficio del presidente e riuscirono ad entrare. Il presidente Lincoln, seduto alla sua scrivania, alzò lo sguardo e disse: “Tad, cosa c’è?” Disse: “Papà, questo soldato ha bisogno di vederti”. E quando il soldato spiegò la sua situazione, il presidente gli diede una dimissione e lo lasciò andare a casa dai suoi genitori. L’unico modo in cui il soldato fu in grado di vedere il presidente e ricevere la grazia per il suo congedo fu attraverso il figlio del presidente. Questo è vero anche per noi! Noi riceviamo la grazia della salvezza di Dio solo attraverso una relazione personale con Suo Figlio, Yeshua. In questi versetti, Paolo chiarisce che la vita eterna è un favore immeritato. Non possiamo guadagnarlo, né lo meritiamo. È un dono immeritato che riceviamo quando abbiamo fede nel Messia Yeshua per il perdono dei nostri peccati. Atti 15:11 ci mostra che i credenti in Yeshua, ebrei e gentili, ricevono la vita eterna per grazia del Signore. Inoltre, tutte le cose relative alla vita eterna – la redenzione, il perdono dei peccati (Ef. 1:7) e la giustificazione (Tt. 3:7) – esistono tutte per grazia del Signore. Infine, Zaccaria 12:10 mostra che negli ultimi giorni il popolo ebraico riceverà questa grazia salvifica e  tutti insieme giungeranno a credere il Yeshua il Messia (Ro. 11:26). 

3. Abbiamo bisogno della grazia di Dio anche dopo la salvezza. 

Paolo iniziava e finiva tutte le sue epistole con una benedizione di grazia sui suoi lettori. Ad esempio, in Romani 1:7, scrive: A quanti sono in Roma, amati da Dio, chiamati kedoshim [o santi], grazia a voi e pace da Dio nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo! In Romani 16:20, conclude la lettera dicendo: Il Dio della pace stritolerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi. Paolo sta pregando e proclamando il favore immeritato di Dio sui suoi lettori in qualsiasi modo ne avessero avuto bisogno o ne sarebbero stati benedetti. L’autore del libro degli ebrei messianici (cioè il libro di Ebrei), nonché Shimon (Pietro) e Yochanan (in II Giovanni e Apocalisse) seguirono l’esempio e pronunciarono una benedizione di grazia sui propri lettori. Abbiamo bisogno della grazia di Dio dopo la salvezza in tutte le aree della nostra vita spirituale, come ci mostreranno i seguenti sei esempi. 

A. Attraverso la grazia di Dio, accresciamo la nostra maturità spirituale. 

Dal momento in cui un credente viene alla fede, impara e matura spiritualmente attraverso la grazia di Dio: …crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo (II Pt. 3:18; cfr. Ef. 2:8-10; Tt. 2:11-12) E ora, vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l’eredità di tutti i santificati (At. 20:32). Le Scritture ci aiutano a crescere e ad essere edificati spiritualmente. 

B. Attraverso la grazia di Dio, siamo resi capaci di servire il Signore. 

Tramite la grazia di Dio, Paolo fu chiamato e reso capace di servire il Signore a Corinto e in altri luoghi: Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra (I Co. 3:10; cfr. Ef. 3:7-8). Per servire Dio, un credente riceve doni spirituali: Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo (Ef. 4:7; cfr. I Pt. 4:10). Qualunque dono spirituale riceva un credente (sia che si tratti di insegnare, servire, aiutare, guidare, mostrare misericordia, dare o esortare), gli è dato per grazia di Dio così da servire il Signore attraverso di questi. 

C. Attraverso la grazia di Dio riceviamo la forza per gestire qualsiasi sfida. 

In II Corinzi 12, Paolo stava lottando contro una “spina nella carne”. Tre volte ha chiesto a Dio di rimuoverla, talmente era dolorosa per lui, ma ogni volta il Signore risponde allo stesso modo: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (II Co. 12:9). Dio dà la forza al credente di affrontare qualsiasi prova gli si presenti davanti, se questi confiderà nella forza del Signore per superarla e permetterà alla Sua grazia di operare (II Ti. 2:1; I Pt. 5:12).

D. Attraverso la grazia di Dio, abbiamo il potere di resistere alla tentazione. 

Il Signore ha affrontato le peggiori tentazioni: la prima, quando rimase per quaranta giorni nel deserto; la seconda, quando era nel giardino del Getsemani dove si preparava per essere tradito; la terza, quando fu arrestato, picchiato e crocifisso. Pertanto, è il perfetto kohen ha-gadol (sommo sacerdote) che simpatizza con le nostre debolezze (Eb. 4:15). Poiché è stato tentato negli stessi modi in cui siamo tentati noi ma senza peccare, possiamo guardare a Lui per grazia così che ci dia la capacità di resistere a qualsiasi tentazione che potremmo mai affrontare (Eb. 4:16). 

E. Attraverso la grazia di Dio, possiamo donarGli ciò che riceviamo da Lui. 

Per la sua grazia, Dio provvede ai nostri bisogni e alle nostre risorse in modo che possiamo donare alla Sua opera e agli altri: Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso. Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia, affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quel che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona. (II Co. 9:7-8). 

F. Attraverso la grazia di Dio, abbiamo delle responsabilità e realizziamo opere per il Signore. 

Paolo scrisse in I Corinzi 15:10: Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non è stata vana; anzi, ho faticato più di tutti loro; non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Paolo era un apostolo per grazia di Dio. Allo stesso modo, è solo attraverso la grazia di Dio che abbiamo le opportunità, le posizioni o le responsabilità che abbiamo, e che abbiamo fatto quanto fatto. Non siamo noi, ma è il Signore lo fa attraverso di noi. Non possiamo prenderci nessun merito, ma Dio ha tutto il merito. In sintesi, la grazia di Dio è necessaria non solo per ricevere la salvezza, ma è necessaria anche in tutte le altre aree della nostra vita spirituale dopo la salvezza. 

4. Ora non siamo sotto la legge ma sotto la grazia. 

Giovanni 1:17 chiarisce che la Torah fu data per mezzo di Mosè, mentre la grazia e la verità vennero per mezzo di Yeshua il Messia. Alcune persone fraintendono questo versetto e pensano che non ci fosse grazia prima che arrivasse Yeshua. Tuttavia, in grazia, Dio ha dato la Torah. In grazia, ha fornito la possibilità dei sacrifici che coprivano il peccato di coloro che per fede li offrivano. Solo attraverso la grazia di Dio persone come Abrahamo potevano credere in Dio ed era considerato loro come giustizia (Ge. 15:6; Ro. 4:3). Quindi, cosa significa Giovanni 1:17? La Torah e il patto Mosaico furono dati attraverso Mosè. Grazia e verità in un modo nuovo e più pieno sono state realizzate attraverso il Messia Yeshua. Ciò non significa che prima di Yeshua non esistessero la grazia o la verità, ma non furono visti nella loro pienezza se non attraverso Yeshua. Il dono della legge di Dio era buono, ma il suo dono attraverso Yeshua era persino migliore, come spiegò Paolo in Romani 5:20: La legge poi è intervenuta a moltiplicare la trasgressione; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata. La legge ha aiutato le persone a capire che erano peccatori. Li ha resi consapevoli non solo del loro bisogno di misericordia, ma anche della grazia di Dio (favore immeritato) riguardo ai loro peccati. In Romani 6:14, Paolo dichiarò: infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia. Attraverso una relazione personale con Yeshua, non siamo più sotto il patto Mosaico o sotto qualche deviazione legalistica della legge, ma siamo sotto il Brit Chadashah o “nuovo patto”. Questo nuovo patto implica essere sotto la grazia. Tramite la Sua grazia, Dio scrive la sua Torah nel nostro cuore (Gr. 31:31-33) e mette in noi il Suo Ruach, il suo Spirito (Ez. 36:26-27). Non solo ci dice cosa dobbiamo fare, ma ora ci motiva e ci incoraggia a farlo. Dal momento in cui il Suo Ruach vive in noi, anche la Sua Torah vive in noi e attraverso di noi. 

5. La grazia non è in contraddizione con la Signoria di Dio. 

Inoltre, poiché non raggiungiamo o ci assicuriamo la vita eterna mediante l’obbedienza ma per grazia e fede, sottometterci alla Signoria di Dio è una parte essenziale del cammino di fede. La chiave è capire su chi abbiamo facciamo affidamento per la nostra salvezza. In Romani 10:13, Paolo fa notare che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Sta citando Gioele 2:32, dove si riferisce alla chiamata a YHWH per salvarli. Ora, Paolo applica questo a Yeshua, indicando che Egli è YHWH o la deità. Quindi, chiunque invocherà il nome di Yeshua sarà salvato. Romani 10:9 aggiunge: perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Qui, il termine “Signore” si riferisce ad Adonai. Yeshua è YHWH ed è Adonai. Quando riponiamo la nostra fiducia in Yeshua per salvarci, confidiamo che il nostro Signore ci salverà e, quindi, siamo obbligati a cercare di obbedirGli una volta che siamo salvati.  I peccati gravi, continui e di cui non ci si pente (come l’adulterio), nonché la mancanza di impegno nella vita di coloro che si professano credenti, possono sollevare seri dubbi sulla genuinità della loro fede nel Signore Yeshua. 

6. Per la grazia di Dio, non dobbiamo trascurare la nostra responsabilità riguardo al nostro percorso di santificazione. 

Santificazione significa essere separati dal peccato per Dio e vivere una vita santa. I credenti hanno due responsabilità nell’area della santificazione; in primo luogo, devono evitare il peccato; in secondo luogo, quando peccano, devono confessare e pentirsi del proprio peccato. Come credenti, se non evitiamo il peccato, questo ci ostacolerà nel ricevere o fare uso della grazia di Dio nella nostra vita. Ad esempio, Giacomo 4:6 sottolinea che l’orgoglio ostacola la ricezione della grazia di Dio, concetto ripetuto anche in I Pietro 5:5: “Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili”. Anche il rancore può ostacolare la grazia di Dio: vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati (Eb. 12:15). Infine, Giuda 1:4 sottolinea che i falsi credenti volgono in dissolutezza la grazia del nostro Dio e negano il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo. Per quanto riguarda la confessione e il pentimento, alcuni credenti facenti parte di un movimento chiamato il “movimento di iper-grazia” hanno frainteso le cose e non riescono a fare attenzione a questa responsabilità nella loro vita. Il termine “iper-grazia” è usato per descrivere una dottrina che enfatizza la grazia di Dio ignorando altri importanti insegnamenti sul peccato e le responsabilità dei credenti. Una delle dottrine fondamentali del movimento dell’iper-grazia è che Dio non vede i peccati dei suoi figli, poiché siamo già stati resi giusti dal sangue di Gesù e poiché tutti i nostri peccati, passati, presenti e futuri, sono già stati perdonati. [Dicono:] Ciò significa che lo Spirito Santo non condanna mai i credenti di peccato, che i credenti non hanno mai bisogno di confessare i loro peccati a Dio e che non hanno mai bisogno di pentirsi dei loro peccati, poiché Dio li vede come perfetti ai suoi occhi.[5] In contraddizione con l’insegnamento secondo cui i credenti non hanno bisogno di pentirsi, Yeshua rimprovera cinque delle sette congregazioni di Apocalisse 2-3 e chiede loro di pentirsi (Ap. 2:4-5, 14-16, 20-21; 3:2-3, 15-19). Inoltre, in contraddizione con l’insegnamento secondo cui i credenti non hanno bisogno di confessare i loro peccati, Yochanan dice in I Giovanni 1:9: Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. “Confessare” significa concordare con Dio che le nostre azioni sono peccaminose e che dobbiamo pentirci di esse. Alcuni insegnanti del movimento dell’iper-grazia sostengono che I Giovanni non parli di credenti ma di non credenti. Tuttavia, I Giovanni 2:1-3 e 3:1-2 chiariscono che Yochanan stava scrivendo a dei credenti. Noi credenti abbiamo bisogno di confessare i nostri peccati in modo da essere perdonati e in modo da ripristinare la nostra comunione con il Signore (Gm. 5:16). Va notato che, nonostante la loro enfasi distorta sulla grazia, ad esclusione di altre importanti dottrine, “gli insegnanti del movimento dell’iper-grazia spesso sottolineano che non tollerano la vita peccaminosa e che la vera grazia di Dio produrrà una vita santa”.[6] Tuttavia, non riescono a vedere la loro responsabilità nei riguardi del Signore nel loro percorso di santificazione. Questo è ciò che ci è richiesto per vivere una vita santa e diventare sempre più come Yeshua, nel carattere e nel nostro stile di vita.  

Riepilogo:

La grazia di Dio implica molto più di un semplice favore immeritato. La grazia di Dio è un favore immeritato con uno scopo: portare qualcosa nella nostra vita (come la salvezza) e consentirci ed incoraggiarci a fare la Sua volontà (in qualche modo). 

  • Oggi riceviamo la grazia di Dio solo per e dopo la salvezza, attraverso Yeshua il Messia.  
  • Riceviamo la salvezza solo per grazia di Dio attraverso la fede in Yeshua. 
  • Abbiamo bisogno della grazia di Dio anche dopo la salvezza.  
  • Per accrescere la nostra maturità spirituale 
  • Per metterci nella condizione di servire il Signore, ad esempio usando i nostri doni spirituali 
    • Per essere resi capaci di resistere alla tentazione 
    • Per essere in grado di donare a Dio 
    • Per avere opportunità, posizioni e responsabilità per servire il Signore e la capacità di realizzare opere per Lui. 
  • Ora non siamo sotto la legge ma sotto la grazia.  Siamo sotto il nuovo patto. 
  • La grazia non è in contraddizione con la Signoria di Dio.  
  • Per la grazia di Dio, non dobbiamo trascurare la nostra responsabilità riguardo alla crescita nel nostro percorso di santificazione.  Dobbiamo evitare il peccato. E se pecchiamo, dobbiamo confessarlo e pentirci. 

Traduzione a cura di Silvia Valisano 

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta da Ariel Ministries USA in Ariel Magazine, nel Giugno del 2019

  1. Rev. Michael H. Brown is the Messianic Pastor of Adat Yeshua Ha Adon, in West Hills, CA. He has a Th.M. from Dallas Theological Seminary.
  2. https://philipyancey.com/q-and-a-topics/grace
  3.  170 volte nella KJV
  4.  H2580 Strong’s Hebrew Lexicon (KJV)
  5.  Dr. Michael L. Brown, “Confronting the Error of Hyper-Grace.” Charisma News | Breaking News. Spiritual Perspective., Charisma Media, 18 Feb. 2013, www.charismanews.com/opinion/38297-confronting-the-error-of-hyper-grace.
  6. Dr. Michael L. Brown, “Hyper-Grace Horror Stories.” Charisma News | Breaking News. Spiritual Perspective., Charisma Media, 25 Feb. 2013, https://www.charismanews.com/opinion/38394

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