UNA VOLTA ERO PERSO

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Di Tim Velasco

Secondo Romani 1:16, è nostro dovere condividere la buona novella del Messia Yeshua prima di tutto con gli ebrei. Tuttavia, il popolo ebraico è stato ferito da ciò che è stato fatto in nome del “cristianesimo” e dalla crocifissione. Nei loro cuori c’è un muro che li separa dal vangelo. Molti non pensano nemmeno che Dio esista, o comunque, se credono in Dio, pensano che li abbia abbandonati. Per cui, come possiamo adempiere al nostro compito e difendere la nostra fede con gentilezza e rispetto? (1Pt. 3:15)

Il famoso inno “Amazing Grace” (Stupenda Grazia) contiene questa frase: “ Una volta ero perso, ma ora sono stato ritrovato”. Come molti sanno, questo inno fu scritto da un mercante di schiavi pentito, il pastore John Newton. Quello che alcuni potrebbero non sapere è che lui era un capitano di mare. Ai suoi tempi, la possibilità di perdersi in mare era veramente reale. Era relativamente facile avere l’abilità di determinare la latitudine (quanto si è distanti dal nord o dal sud in relazione all’Equatore), ma determinare la longitudine (cioè quanto si è distanti dall’est o dall’ovest in relazione al proprio punto di partenza) era piuttosto difficile e c’era molto margine di errore. Una persona doveva avvalersi di molte tecniche e procedure, ognuna delle quali richiedeva un’accurata concezione del tempo in mare; una cosa molto difficile da fare in modo affidabile al tempo di Newton. Una tecnica consisteva nel seguire una particolare linea di latitudine nell’attraversare l’oceano e continuare su questa linea fino a che le correnti e il vento lo permettevano. Questa tecnica però presentava una bella collezione di sfide. Per esempio, una persona poteva ritrovarsi nella zona delle calme equatoriali, un’area senza vento che non permetteva di avanzare. Oppure, era possibile diventare vittima della pirateria, in quanto i pirati stavano molto attenti nell’aspettare in determinate linee di latitudine buone per la navigazione in cui poter cercare dei bersagli.

E così era la nostra vita prima di avere fede in Yeshua! Era piena di  “pericoli, fatiche e trappole”. Ricordi quando eri perso? Ricordi i pensieri che occupavano la tua mente? Le preoccupazioni che ti assalivano quando navigavi in questo mondo? Fermati un attimo a riflettere  sul passato – non con tenerezza o rimpianto – ma rifletti! E, nel mentre che ripensi al passato e lo lasci alle spalle, ti chiedo di guardare al presente e vedere quanto lontano ti abbia portato il Signore. Ora, so che a volte sembriamo i cani che tornano al proprio “vomito” (Pr. 26:11); forse stai ancora combattendo con i peccati che nella tua mente dovrebbero essersene andati già da un po’. Non essere scoraggiato, ma piuttosto sii incoraggiato! Dopo tutto, non devi navigare in questo mondo da solo, e quando capita un “errore” di navigazione e ti trovi nelle zone delle calme equatoriali e in preda ai pirati, cioè mentre non stai andando da nessuna parte e sei sotto attacco, ricordati che lo Spirito di Dio  è come un vento che ti spinge in avanti, non importa dove ti trovi. Quindi, confessa e sii perdonato (1 Gv. 1:9) e permetti al vento di Dio, il  Ruach HaKodesh, di spingerti in avanti e indietro sul tuo cammino – non da dove hai iniziato, ma proprio da dove ti sei fermato.

Noi che abbiamo sperimentato e visto quanto Dio sia davvero buono (Sl. 34:8) abbiamo sempre la possibilità di condividere la Sua bontà con gli altri. Alla luce di ciò che siamo stati, non dovrebbe essere logico e ragionevole essere gentili e rispettosi (1 Pt. 3:15)? Infatti è così, e dovremmo essere proprio in questo modo! Quando abbiamo a che fare con i “persi”  in questo mondo, prenditi un momento per ricordare che anche tu, una volta, eri perso. Prenditi un momento per pregare e chiedere a Dio di darti il Suo amore per i perduti, lo stesso amore che Lui ha per te; e quando i perduti parlano della loro vita, ascolta. Ma ricorda che essi probabilmente sono molto esperti nella “navigazione”, in quanto pensano di essere loro stessi il capitano delle loro anime. Essi possono conoscere tutte le tecniche e procedure che ritengono utili per navigare in questa vita. Infatti, alcuni possono anche sembrare dei bravi marinai perché sono arrivati ad avere una vita “perfetta”. Ma ricorda che essi, al contrario di te, sono persi. Non hanno un vero punto di riferimento e nemmeno un modo accurato per misurare il tempo. La loro bussola non punta al nord, e le loro mappe sono strumenti del nemico. Che lo abbiano realizzato oppure no, essi sono in balìa dei pirati e la loro destinazione finale è una terra terrificante piena di un’indicibile realtà di eterna separazione da Dio.

Penso che sia facile scoraggiarsi quando testimoniamo della bontà di Dio ai nostri amici e familiari ebrei, e in cambio non riceviamo nessun interesse o risposta. Io ho molti amici ebrei che sembra abbiano tutto. Hanno successo nella carriera e una vita felice. Alcuni sono saggi, e altri sono così belli, intelligenti e gentili, che qualche volta dimentico che sono persi. In questi momenti di riflessione, ricordo a me stesso di voltarmi a guardare le testimonianze sul sito imetmessiah.com. Qui, tra i tanti volti di ebrei che sono stati trasformati dalla grazia di Yeshua, mi sono ricordato della posizione in cui si trovano i miei amici, e mi sono sentito pieno di speranza per dove potrebbero trovarsi. Ti invito fortemente a cercare questi video.

Non è incredibile che questo sia il posto dove Dio abbia messo te e me, in un mondo pieno di capitani perduti? In quanto capitano di me stesso (anche se dell’aria e non del mare), a volte è difficile ammettere di sbagliare e fallire, ma è essenziale se voglio essere il migliore ed efficiente capitano possibile, un capitano aperto agli input costruttivi e che sa veramente condurre i perduti in salvo verso la giusta destinazione. Quindi, poiché il Signore ti dà gli strumenti e le risorse necessarie, per avere sapienza, tramite Ariel Ministries per esempio, non dimenticare il più grande strumento di tutti, lo strumento che fa stare ogni cosa in equilibrio: l’amore che viene dal cuore del Padre. E sii sempre pronto a rendere conto (ἀπολογία = apologia) della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni (1 Pt. 3:15). Questa speranza è riposta nella grandiosa persona del nostro Dio fatto uomo, Yeshua: Condividilo!

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